Ne avevo sentito parlare da tante persone, avevo visto tante foto e film, ma vederlo dal vivo è stata tutta un'altra cosa. Il Grand Canyon. La sua imponenza è disarmante. La sua vastità ti cattura. La sua profondità ti confonde. E' il posto che da sempre avrei voluto vedere.
Ma non è l'unico luogo strabiliante attraversato in questi giorni. Sul New Mexico non c'è bisogno di aggiungere altro: ne sono stato veramente entusiasta. E dall'ingresso in Arizona due giorni fa, l'entusiasmo è tutt'altro che scemato!
Purtroppo dell'antica Route 66, qui in Arizona sopravvive molto poco, alcuni km qua e là, ma oltre il 90% è stata del tutto abbandonata, rimossa o semplicemente sostituita dall'attuale Interstate 40, che quindi abbiamo seguito fedelmente, uscendo qua e là per apprezzare ciò che rimane dei luighi in cui una volta i migranti est-ovest effettuavano le loro soste, ormai a poche centinaia di miglia dall'agognata destinazione: la California.
Curioso come moltissime uscite dell'Interstate portino ancora i nomi di questi luoghi, anche se nelle immediate vicinanze non è rimasto nulla se non qualche campo arido e magari una struttura abbandonata. Modernissime rampe, asfaltate di fresco, ti portano in posti dai nomi bizzarri come "two guns" e "twin arrows" in cui non esiste praticamente nulla, neanche una casa... l'asfalto termina cinquanta metri subito dopo l'uscita per lasciar spazio ad una strada sterrata difficilmente percorribile anche con un fuoristrada.
E con l'Arizona, ecco che il paesaggio cambia di nuovo, diventa più "mordibo" alla vista (nonostante l'altitudine 2.000 metri e oltre) e soprattutto si tinge di rosso. E a poche miglia dal confine, ecco il primo deserto: il parco nazionale del Painted Desert e della Foresta Pietrificata, dove per strane vicissitudini climatiche, i tronchi d'albero si sono trasformati in pietra.
Ottima sorpresa è arrivata anche da Flagstaff, l'unica vera città di questa parte di Arizona. Complice il weekend del Memorial Day (lunedì) e il fatto che Flagstaff diversamente dalla maggior parte delle città statunitensi ha un vero e proprio centro storico, finalmente ecco che si trova un po' di vita, locali aperti, musica in piazza.
Ma non ci si può fermare più di tanto... una notte a Flagstaff, visita al Grand Canyon... e sulla strada verso Kingsman ecco il primo cartello "Los Angeles - 454"... ci siamo quasi. Ora siamo a Kingsman, pronti per una piccola deviazione verso il Nevada - Las Vegas e Valle della Morte. Mancano solo 348 miglia a Los Angeles: l'ultimo pezzo di Route 66...
L'emozione è tanta, ma una presenza inquietante ormai da giorni continua a perseguitarmi: