ovvero la storia di un viaggio nato per scherzo e organizzato alla cacchio.


domenica 29 maggio 2011

Wonderful, AZ


Ne avevo sentito parlare da tante persone, avevo visto tante foto e film, ma vederlo dal vivo è stata tutta un'altra cosa. Il Grand Canyon. La sua imponenza è disarmante. La sua vastità ti cattura. La sua profondità ti confonde. E' il posto che da sempre avrei voluto vedere.

Ma non è l'unico luogo strabiliante attraversato in questi giorni. Sul New Mexico non c'è bisogno di aggiungere altro: ne sono stato veramente entusiasta. E dall'ingresso in Arizona due giorni fa, l'entusiasmo è tutt'altro che scemato!

Purtroppo dell'antica Route 66, qui in Arizona sopravvive molto poco, alcuni km qua e là, ma oltre il 90% è stata del tutto abbandonata, rimossa o semplicemente sostituita dall'attuale Interstate 40, che quindi abbiamo seguito fedelmente, uscendo qua e là per apprezzare ciò che rimane dei luighi in cui una volta i migranti est-ovest effettuavano le loro soste, ormai a poche centinaia di miglia dall'agognata destinazione: la California.

Curioso come moltissime uscite dell'Interstate portino ancora i nomi di questi luoghi, anche se nelle immediate vicinanze non è rimasto nulla se non qualche campo arido e magari una struttura abbandonata. Modernissime rampe, asfaltate di fresco, ti portano in posti dai nomi bizzarri come "two guns" e "twin arrows" in cui non esiste praticamente nulla, neanche una casa... l'asfalto termina cinquanta metri subito dopo l'uscita per lasciar spazio ad una strada sterrata difficilmente percorribile anche con un fuoristrada.

E con l'Arizona, ecco che il paesaggio cambia di nuovo, diventa più "mordibo" alla vista  (nonostante l'altitudine 2.000 metri e oltre) e soprattutto si tinge di rosso. E a poche miglia dal confine, ecco il primo deserto: il parco nazionale del Painted Desert e della Foresta Pietrificata, dove per strane vicissitudini climatiche, i tronchi  d'albero si sono trasformati in pietra.

Ottima sorpresa è arrivata anche da Flagstaff, l'unica vera città di questa parte di Arizona. Complice il weekend del Memorial Day (lunedì) e il fatto che Flagstaff diversamente dalla maggior parte delle città statunitensi ha un vero e proprio centro storico, finalmente ecco che si trova un po' di vita, locali aperti, musica in piazza.

Ma non ci si può fermare più di tanto... una notte a Flagstaff, visita al Grand Canyon... e sulla strada verso Kingsman ecco il primo cartello "Los Angeles - 454"... ci siamo quasi. Ora siamo a Kingsman, pronti per una piccola deviazione verso il Nevada - Las Vegas e Valle della Morte. Mancano solo 348 miglia a Los Angeles: l'ultimo pezzo di Route 66...

L'emozione è tanta, ma una presenza inquietante ormai da giorni continua a perseguitarmi:


giovedì 26 maggio 2011

Nothing, NM

Howdy! O per meglio dire, ciao!
Dopo il popolatissimo Illinois, le pianure verdi del Missouri, le colline gialle dell'Oklahoma, ecco le prime rocce e i primi accenni di deserto. Siamo in New Mexico!
Una sorpresa decisamente inattesa: potete guidare decine di miglia in questo stato passando da 1.000 a 2.000 metri di altitudine senza nemmeno accorgervene, e non incontrare niente.

Niente.

Ma quando dice niente, intendo veramente niente! Nessuna forma di vita o di insediamento.
Anche quello che stava dientando un po' una costante quasi ludica della Route, e cioè la costante presenza di Motel abbandonati e case diroccate, qua non c'è. Solo pochi arbusti, molti sassi, la strada deserta davanti a te, un vento impensabile e... niente altro.

Posso solo dire una cosa del New Mexico: lo adoro. Le poche cittadine lungo la Route sono particolarissime: sembra veramente di stare in Messico! Si parla spagnolo, si mangiano tortillas e ci sono chioshi di tacos. Per non parlare degli insediamenti indiani: Acoma Pueblo è una delizia... costruito in cima ad una montagna di roccia a strapiombo su una vallata sterminata, abitato oggi come mille anni fa da quelli che si fanno chiamare con orgoglio "i nativi".

E dopo una notte a Santa Fe, praticamente un'enorme galleria d'arte cui fa contorno un po' di città - splendida a dir poco - ecco una sera a Gallup, da qualche parte vicino al confine con l'Arizona e molto vicino alla Foresta Pietrificata, una delle principali tappe di questo viaggio da sogno.
Gallup, NM. Per la prima volta facciamo due notti nello stesso stato. E domani Flagstaff: per la prima volta due notti nella stessa città.

...il  gran canyon... vegas... los angeles... il tempo sta volando.

mercoledì 25 maggio 2011

da 1 a 10 : 66!

siamo a santa fè! due giorni davvero densi e lunghi e splendidi sono alle nostre spalle.

l'ingresso in new mexico è stato davvero sorprendente per noi, nessuno dei due immaginava davvero come potesse essere un posto del genere, decine di miglia tra un posto ed un altro, paesaggio immutabile, sole e caldo, vento, vento fortissimo

il vento era una nostra costante già da amarillo. siamo partiti per tornare dal texano per una super colazione e a momenti volavamo via! abortito il passaggi o a palo duro (il paradiso dei doppi sensi) proprio perchè il parco era chiuso causa vento, rischiamo di non goderci il cadillac ranch per colpa dello stesso.... farsi 500 metri in uncampo apertissimo in piena tormenta di sabbia in mezzo al nulla è una fatica, ma davvero ne è valsa la pena!

abbiamo superato la metà della Mother Road! in tempo tra l'altro!

riesco solo a darvi notizie confuse e frammentarie, è troppa l'eccitazione che mi/ci accompagna, grande la felicità per ogni piccola cosa. basta trovare persone gentilissime al visitor center del new mexico e la nostra giornata diventa ancota più bella

ah, che se ne voglia dire in giro, gli americani sono davvero gentilissimi!

tranne che a Tulsa. la non è che non sonogentili, è che non ci sono proprio! è una città deserta! ma questo merita una dissertazione a parte!

vi saluto con una istantanea del nuovo messico, in tutto il suo splendore



martedì 24 maggio 2011

La tappa più lunga

Amarillo, TX.
Una giornata molto impegnativa, ma la più divertente e "tipica" fino ad oggi. Eravamo piuttosto preoccupati perchè oggi ci aspettava la tappa più lunga di tutto il viaggio: oltre 350 miglia (sempre calcolate "sulla carta", cioè come se facessimo l'autostrada invece che la Route) per andare da Tulsa, OK ad Amarillo, TX.



E invece tutto è andato per il verso giusto. La giornata comincia con una breve sosta a Tulsa per foto allo skyline, che oserei definire come l'unica attrazione meritevole di quella cittadina. Poi varie soste in posti mitici, tra cui il Rock Cafè, dove ho fatto la VERA colazione americana con tanto di sciroppo d'acero e caffè nero; il Round Barn, un luogo veramente particolare; Pop's, un diner annunciato dalla bottiglia più grande del mondo che vende centinaia di tipi diversi di bevande in bottiglia... e poi ancora il museo della 66 a clinton, diverse stazioni di servizio d'epoca e moolto altro.

La strada che collegava i vari posti si è fatta più "semplice" da seguire, anche se spesso i cartelli non ci sono o sono stati rimossi... quindi non sono mancate varie inversioni ad U e cambiamenti di rotta  (spero che Trew non se la sia presa nel vederci attraversare più volte il suo Ranch). Ma la cosa che mi ha colpito di più è che gradualmente la Route attraversa sempre meno paesi, e quel poco che resta è evidentemente abbandonato da decenni: paesi fantasma veri e propri. Sembra che gli abitanti li abbiano lasciati senza un motivo molti anni fa, andandosene e basta.
Tutto questo mentre cambia rapidamente il paesaggio intorno: dai centri abitati dell'Illinois al verde di Missouri e Kansas, al Giallo dell'Oklahoma, al rosso del Texas...

Davanti a noi il New Mexico e l'Arizona: il deserto. Poi toccherà alla California.

Ora meglio riposarsi e digerire la fantastica bistecca mangiata nella miglior steak house del mondo... domani ci aspetta il primo Canyon e tutta una tirata fino a Santa Fe.

Che bello.

lunedì 23 maggio 2011

Tulsa, OK



come ha già anticipato il mio compagno di viaggio, oggi è stata una giornata sui generis.

ma già l'incontro con gary vale da solo la giornata. il resto del viaggio, ve lo lascio immaginare, anche se effettivamente è difficile, quindi vi stimolo un po' la fantasia :
da me verso l'orizzonte tutto nero, a tratti sembra notte ; a destra ed a sinstra varie tonalità di lampi, e tuoni che ci accompagnano e sembrano provenire dalla nostra macchina.
guardo ai lati della strada e c'è un lago. un lago dove dovrebbe esserci un campo coltivato. si vedono appena le punte delle staccionate sommerse. Guardo poi è un parolone, per vedere la strada visto quanto piove devo appoggiare il naso al vetro davanti. ogni tanto incontriamo un pezzo di strada allagata, oppure pozzanghere delle dimensioni del Magra in estate. i cartelloni divelti, gli alberi spiumati, la gente che ripara i tetti nonostante il diluvio fanno capire che ieri era peggio. indi ci riteniamo fortunati, e continuiamo nel nostro periplo direzione tulsa. per arrivare alla fine soddisfatti accolti da uno stuolo di buzzurri all'hard rock casino, nostro primo stop in città

qui sotto vi posto un particolare del bellissimo giardino di Gary

La tempesta perfetta

Tulsa, OK. Partenza da Lebanon in orario e arrivo a Tulsa come da programma originario... ritardo recuperato? In un certo senso si, con il piccolo dettaglio che oggi è stata una giornata MOOOLTO particolare, decisamente inattesa, senz'altro da ricordare.

Clima non proprio favorevole, freddo e un po' di pioggia, ma "meglio così: almeno non si guida sotto il solte cocente". Breve tappa a Springfield per colazione, e intanto la pioggia continua...
Direzione Kansas. A lato strada in qualche luogo vicino Joplin c'è una stazione di servizio anni '50 perfettamente conservata: ci fermiamo e lì conosciamo il suo gestore, Gary, un uomo sulla sessantina ben inoltrata che ci ha accolto come amici di vecchia data, spiegato tantissime cose sulla Route e sulle successive tappe, e ci ha informato di qualcosa che decisamente non ci aspettavamo: nella notte, un tornado e relativa tempesta hanno spazzato via quasi un terzo della cittadina di Joplin causando anche molte vittime. Ora le strade sono tutte chiuse o quasi, e il ramo di RT66 che passa in Kansas è del tutto isolato. Consiglio di Gary: abbandonate la Route tra una trentina di miglia, prendete l'Interstate bypassando il Kansas, e riuscite a Miami, in Oklahoma... da lì proseguite per Tulsa.

Ma il tempo, per quanto non ottimale, oggi sembra accettabile... proseguiamo quindi un pochino come da consiglio, ma all'uscita dell'Interstate che porta in Kansas decidiamo che tutto sommato fa niente, che Baxter Springs è un ottimo posto da visitare e dove pranzare, che da lì a Miami sono poche miglia, che è tutto ok.

Baxter Springs effettivamente è un posto che avrei voluto vedere. Il tizio del RT66 visitor center è stato cordialissimo e ci ha illustrato tutto quanto c'è di bello fino alla California... ma nel frattempo le nuvole si sono addensate, il buio è calato, e la tempesta si è scatenata.
Strade chiuse, allagamenti, smottamenti, alberi sradicati, segnali stradali divelti, tetti scoperchiati... uscire dal Kansas e arrivare a Miami sembra praticamente impossibile. Dopo un giro infinito, eccoci riprendere l'Interstate.

Decisione rapida: per oggi può bastare. Tagliamo questo pezzo di Route con tutte le particolarità e i luoghi da visitare che vi sono, e arriviamo a Tulsa il prima possibile.

E così fu. Ore 18.00, eccoci tranquilli in una camera del Super8 alle porte della città, lavati, riposati e pronti per una serata tranquilla come non ne abbiamo ancora fatte. Domani si riparte di buon ora per Oklahoma City, per poi entrare in Texas e raggiungere Amarillo, la prossima tappa... Sperando nella clemenza del tempo, così da poter vivere al meglio la vera esperienza della Route, che è fatta di asfalto, stazioni di servizio, attività commerciali storiche, insegne al neon e persone come Gary, la cui passione per la Route e bontà d'animo "dà un senso alle parole Visitors are welcome".

domenica 22 maggio 2011

E Missouri fu...

Lebanon, MO... in realtà la tappa doveva essere circa 50 miglia più in là, a Springfield (si, un'altra), ma complici fame, stanchezza, buio e tempesta di fulmini, eccoci qua, al Bates Motel - che in realtà si chiama in qualche altro modo - sperando che nessuno ci accoltelli nella doccia per poi sbarazzarsi del corpo mettendolo nel bagagliaio e gettando l'auto nel lago.

La strada 66 oggi è stata un po' più ostica da trovare e percorrere e meno ricca di sorprese rispetto a ieri, ma i luoghi attraversati hanno più che compensato.
Da notare che oggi abbiamo lasciato l'Illinois per entrare nel Missouri, e lo abbiamo fatto in grande stile, con visita immediata al vecchio ponte sul Mississippi: grandioso! Da lì, dritti a St Louis, con il suo magnificente arco, la Porta del West: un mega-arco alto 192 metri che domina lo skyline. Purtroppo non sono salito in cima a godere del panorama un po' perchè c'era un bel po' di coda (e il tempo ahimè è tiranno in questo viaggio) e un po' per non andare da solo e mollare il mio vertiginoso compagno di viaggio da solo. Resta il fatto che St Louis è stata una piacevole scoperta... peccato non aver avuto il tempo per visitare il Six Flags: il profilo di quei roller-coaster prometteva bene!

Dopo un pranzo a base di hamburger (che novità!) consumato nella vecchia stazione oggi riqualificata e trasformata con ottimo custo in un centro commerciale, subito la partenza alla volta di Springfield, con sosta tattica a metà pomeriggio alle Meramec Caverns, dove si narra con poca evidenza di prove che Jesse James si sia rifugiato per sfuggire alla legge. Le grotte erano a dir poco splendide, ma la vera attrazione è stata la guida: un buontempone che non si è fatto sfuggire alcuna occasione per metterla in caciara... non dimenticherò mai i suoi due passaggi fondamentali:
"questa casetta in legno che vedete all'ingresso in realtà non ha niente a che fare con Jesse James nè con le caverne. L'abbiamo messa qui per catturare la vostra attenzione all'ingresso ed evitare che andaste avanti da soli"
"questo pendolo è una fedele riproduzione di quello di Parigi, ed è uno dei sedici esistenti al mondo. Ma è unico per due aspetti: 1- è l'unico installato in una grotta 2- è l'unico che non funziona per niente"

E dopo questa visita ludica, rieccoci in marcia! Ma alle nove passate la meta non era ancora raggiunta, ed ecco la fermata tattica in questo paesino, Lebanon, di cui so poco o niente, a pianificare la giornata di domani, in cui occorrerà recuperare il "ritardo" di 50 miglia circa, e magari avvantaggiarsi un po' per dedicare più tempo possibile alle attività più interessanti: visite ai canyon e ai pueblos prima di tutto.

Domani lasceremo il Missouri per entrare in Oklahoma - tre stati in tre giorni.
Tulsa... arriviamo!